Il post di oggi è dedicato a tutti quelli che dicono che in Italia i giocatori guadagnano troppo e che dovrebbero andare a lavorare in fabbrica.

Qualche giorno fa, Ernst & Young Abogados ha pubblicato uno studio sulle diverse imposizioni fiscali tra i principali campionati europei e la Spagna è risultata essere un paradiso fiscale per i giocatori stranieri, grazie ad una legge del 2004 nota come legge Beckham.

In quell’anno infatti l’icona inglese venne acquistata dal Madrid ed il governo si “sentì obbligato” a disegnare un regime fiscale speciale per le persone che stabilivano la propria residenza fiscale in Spagna a causa di un trasferimento per lavoro.

L’obiettivo di fondo di questa legge era favorire le aziende spagnole che assumevano stranieri con elevate capacità e di riconosciuto talento, ma la cosa che più salta all’ochio sono i vantaggi per le squadre di calcio.

Ai vari Ronaldhino, Etoo, Cannavaro… viene fissata un’imposta del 24% sul reddito annuo per i primi 6 anni di residenza in Spagna, quando potrebbero arrivare fino al 43% nel caso fossero spagnoli.

È stata fatta una simulazione per un giocatore che guadagna 2 milioni di euro netti all’anno: ad una squadra francese costa 5,4 milioni, ad una squadra italiana 3,97 milioni e alla spagnola 2,68 milioni.

Naturalmente per vincere una Liga o una Champions League si perdona anche questo “piccolo” regalo che alla fine pagano tutti i cittadini con le loro tasse.

In Italia le cose vengono fatte diversamente. Prima si lascia che le squadre si indebitino, poi si fa un bel decreto Salva-calcio che consente loro di presentare conti nei quali i costi effettivi di un determinato anno sono sottovalutati fornendo agli investitori un quadro fuorviante e tutto torna a posto.

Bisogna dire ai nostri dipendenti (come li definisce Beppe Grillo) che il nostro sistema è meno efficace di quello spagnolo (ultimamente i grandi fenomeni vengono acquistati da Barcellona e Madrid più che dalle nostre squadre) e che dovrebbero adeguarsi…….

È proprio vero che tutto il mondo è paese.