Ieri non ho potuto scrivere nessun post perchè siamo andati con Estrella ad Aranda de Duero per mangiare uno dei piatti più buoni che abbia mai provato: il “lechazo asado”.
Ma andiamo con ordine. Qualche giorno fa avevo visto un servizio al telegiornale che parlava della VII giornata gastronomica di questa cittadina della Castilla y León e decisi di andare con Estrella per festeggiare il nostro terzo mese di matrimonio (è il primo 24 del mese che passiamo insieme da quando ci siamo sposati…).C’erano due “meraviglie culinarie” di quella regione che mi attiravano e devo dire che entrambe sono state all’altezza delle attese. Dovete sapere che Aranda si trova in piena Ribera del Duero, una comarca situata nel bacino del fiume Duero e famosa soprattutto per il suo vino. In Spagna ci sono infatti due denominazioni di origine particolarmente rinomate: il Rioja e, appunto, il Ribera del Duero. C’è chi dice che è più buono il primo e chi ama il secondo. Purtroppo non sono così esperto da poter derimere la questione, però posso dire che ho trovato vini eccezionali di entrambe le denominazioni. Come potete immaginare il vino di ieri era un Ribera e, per la precisione, abbiamo avuto il piacere di accompagnare il pranzo con un buonissimo Tinto Callejo Crianza del 2004.

Il secondo e principale protagonista della giornata era il “lechazo asado”, un agnellino di peso tra i 4 chili e i 4 chili e mezzo cotto in un forno a legna con acqua e sale. La caratteristica principale di questa pietanza è costituita dal fatto che l’animale in vita sua non ha mai ingerito nulla di diverso dal latte materno. So che le associazioni animaliste e i vegetariani mi staranno odiando in questo momento, ma vi posso assicurare che rappresenta uno dei piatti più buoni che abbia mai provato. Dispiace che per mangiare una simile prelibatezza sia stato ammazzato un agnellino di poco più di 20 giorni di vita ma il risultato è squisito.

Oltre a questa delicatissima e saporitissima carne abbiamo mangiato: paté di lechazo, morcilla (un insaccato credo simile al nostro sanguinaccio, che però non ho mai provato), peperoni al forno, un’insalata e riñones de lechazo (non so bene come tradurli) oltre ad alcuni dolci fatti in casa.

Sinceramente non so se vale la pena venire in Spagna solo per mangiare un lechazo asado (anche se credo proprio di sì…) ma se ci venite in vacanza, prevedete di passare per la Ribera del Duero e di provarlo insieme ad un buon vino.

Siccome prima di mangiare ho costretto la povera Estrella a soffrire con me per Valentino Rossi (che vincerà il mondiale nonostante uno Stoner strepitoso), non abbiamo avuto molto tempo per vedere la cittadina e quindi non me la sento di esprimere un giudizio.

Posso dire che ha una bella chiesa, una bella Plaza Mayor e che sul campanile hanno fatto il nido le cicogne.