Chi cerca nel dizionario della Real Academia Española (che è un po’ come la nostra Accademia della Crusca) la parola resaca trova varie accezioni.

Una delle definizioni coincide con il significato italiano di risacca (moto di ritorno di un’onda verso il mare dopo che si è infranta contro una riva o sulla spiaggia) ma sicuramente quella più comunemente utilizzata nella vita di tutti i giorni è la seguente:

Malestar que padece al despertar quien ha bebido alcohol en exceso.

che significa

Malestare che soffre, svegliandosi, chi ha bevuto alcol in eccesso

Il fatto stesso che esista un parola per definire lo stato dei postumi dell’ubriacatura e che si possa andare in farmacia e chiedere: “Mi può dare qualcosa per la resaca?”, fa capire qual è il livello di uso di alcol nella società spagnola.

Attenzione: non voglio far passare i miei amici spagnoli come un popolo di ubriaconi ma semplicemente sottolineare un aspetto che caratterizza i loro momenti ludici.

La mia esperienza di Spagna mi dice infatti che il loro concetto di festa è molto legato all’alcol che vi circola e alla presenza di superalcolici. Quello che sorprende non è tanto la quantità di vino che si beve (io sono mezzo veneto e mezzo friulano e di vino ne ho visto scorrere a fiumi…) quanto le bevande superalcoliche che si consumano.

In una cena tra amici in Spagna c’è sempre chi porta il ghiaccio (si compra presso i distributori di benzina), chi il rum e chi il whisky per poterli mescolare, dopo la cena, con Coca Cola o altre bibite. Un altro sistema che viene utilizzato dai più giovani è il botellon: visto che non hanno sempre a disposizione una casa e i soldi richiesti nei locali per una copa (bicchiere con rum, whisky o altro mescolati con una bibita) è elevato, allora si preparano alla serata comprando le bottigle in un supermercato e bevendole insieme agli amici in una piazza o in un parco.

L’obiettivo principale è passare una serata divertente tra pub e discoteche che ospitano migliaia di ragazzi e ragazze fino alle prime ore della giornata successiva. Per poter vincere timidezze e pudori e per resistere tante ore ad un ritmo indiavolato c’è bisogno di carburante e quindi si cerca aiuto nell’alcol.

Le ragioni di tutto ciò sono da ricercare nell’animo gioviale e festaiolo degli spagnoli. Ogni paese ha la sua festa che è sacra ed inviolabile per i suoi abitanti. Non si può dire di conoscere la Spagna se non si ha mai vissuto dal vivo almeno una delle feste principali: la Semana Santa di Siviglia, la feria di San Fermín a Pamplona, il Pilar a Saragozza… Anche queste feste sono all’insegna del divertimento sfrenato che spesso porta ad eccessi pericolosi anche se lo spirito di fondo è profondamente sano e gioioso.

Questo atteggiamento influenza spesso molti giovani spagnoli anche quando escono dai confini inberici. La ricerca della “zona de marcha” (quartiere dove c’è musica, alcohol e molti giovani) è assidua. Spesso ho sentito dire ad amici miei: “Bella Roma, ma o non abbiamo trovato la “zona de marcha”, oppure i romani sono abbastanza insipidi, perchè quando uscivamo non trovavamo nessuno”.

Detto ció confermo quello che si dice della Spagna. Per chi è alla ricerca di festa e divertimenti sfrenati venga in Spagna, cerchi le zone giuste o le feste più scatenate e non rimarrà deluso. Attenti però agli eccessi…