
Accidenti, che settimana ho passato. Su e giù da Madrid a Vigo con la macchina, riunioni di lavoro di giorno e di notte esercizi del MBA da consegnare entro oggi. E nel frattempo vedevo il mio povero blog che non cresceva mentre si avvicinavano los San Fermines e non trovavo il tempo di parlarne. Che sofferenza!!!
Peró oggi a mezzogiorno iniziano e non posso non fare almeno un cenno.
Los San Fermines sono la festa più matta alla quale abia assistito in vita mia e si svolgono nella città di Pamplona in onore del patrono San Fermín.
Ogni anno, iniziano ufficialmente alle ore 12 del 6 di luglio con il lancio del “chupinazo”, un razzo sparato da una terrazzina della sede del Municipio, e finiscono alle ore 24 del 14 luglio con il malinconico canto del “Pobre de mí”, con il quale migliaia di persone salutano la festa che sta finendo, riunendosi nuovamente nella piazza del municipio con una candela accesa e togliendosi il tradizionale fazoletto rosso dal collo.
Ho avuto la fortuna di partecipare 2 volte alla festa grazie all’anno Erasmus trascorso a Pamplona e posso assicurare che in quei giorni succede di tutto.
Ciò che ha reso famosa la festa nel mondo è stato il libro “Fiesta” di Ernest Hemingway, godereccio scrittore statunitense che nel 1926 descrisse le sue esperienze a Pamplona, ma soprattutto le famosissime corse dei tori, gli “Encierros”.
Questa follia colletiva nasce dalla neccessità di portare i tori, che il pomeriggio dovranno dar vita alla corrida, dalla zona dove dormono la notte precedente fino alla Plaza de Toros, passando per le strade della città. Un po’ alla volta sempre più persone hanno iniziato ad aggiungersi al gruppo e hanno dato vita a questo “pericoloso gioco” al quale ormai partecipano molte migliaia di persone non solo a Pamplona ma anche in feste meno famose in giro per la Spagna.
Se siete curiosi di vedere in cosa consiste non vi resta che svegliarvi tutte le mattine dal 7 al 14 di luglio alle 8 e collegarvi qui, dove sembra che vengono trasmessi in diretta.
Dell’encierro sono state dette molte cose e molte di più se ne possono dire. A me sembra eccessivamente pericoloso soprattutto perchè si dipende dalle altre migliaia di persone che corrono, spingono, cadono, ti fanno cadere…..
Ci sono delle norme per chi partecipa che impediscono a chi non è in condizioni di correre di farlo, ma è impossibile controllare tutti e personalmente ho visto degli ubriachi che dopo una notte di bagordi, prima di andare a dormire, vogliono provare una bella scarica di adrenalina, rischiando loro e mettendo a repentaglio la vita delle altre persone. Non sarebbe altrettanto emozionante e quindi perderebbe il suo fascino, però se limitassero la corsa a qualche centinaio di persone allenate non si farebbe male nessuno.
Bisogna dire che in 80 anni di storia moderna delle corse dei tori ci sono stati “solo” una quindicina di morti (sempre troppi ma pochissimi rispetto a quello che ci si può aspettare) e l’ultimo si è prodotto ormai più di dieci anni fa. Però ogni anno si contano feriti gravi e innumerevoli miracoli dell’efficentissimo servizio di pronto soccorso che assiste alla manifestazione.
I pamplonesi dicono che c’è San Fermìn che protegge i corridori e vedendo qualche immagine non stento a crederci…
Comunque i San Fermines sono molto di più che le sole corse davanti ai tori. Sono tradizione, passione, allegria, follia…. Tornando un po’ a parlare di chupinazo, potete credere che in una piazza di 2502 metri quadrati ci stiano 12.500 persone che per ore ballano, cantano, bevono, si lanciano pomodori, farina, vino, acqua, uova…? E che dire del fatto che la città passa dai 190.000 abitanti normali ai quasi 2 milioni durante le feste? E le code ai bancomat, la gente che non dorme per vari giorni consecutivi, la musica, i balli, i fuochi d’artificio, le manifestazioni, il cibo, il vino, la birra……. tutto è esagerato e follemente divertentissimo.
L’encierro dura meno di 5 minuti in media ma la festa non si ferma mai per 9 giorni, a tutte le ore ci si può divertire e a tutte le ore c’è qualcosa da fare.
I giorni migliori sono i primi 2-3. Dopo un anno di attesa torna la festa e c’è un’esplosione di giubilo che non riesco a descrivere. Ho visto persone adulte piangere dall’emozione e migliaia di uomini e donne abbracciarsi felici allo scoppio del razzo. E poi via a una festa ininterrotta fino al giorno 9 di luglio, quando si iniziano a notare i primi “cedimenti strutturali”. Molte persone di Pamplona a quel punto iniziano a lasciare la città per riposarsi un po’, ma ci sono migliaia di giovani (e non solo) che iniziano una lotta personale contro la stanchezza per resistere il più possibile sperando di arrivare a cantare (spesso in lacrime) il “Pobre de mí”.
Sinceramente è una festa incredibile e vale la pena vederla almeno una volta nella vita però bisogna prenotare molto presto, procurarsi il tipico vestito bianco con fazzoletto e cintura rossa, prepararsi fisicamente e poi lasciarsi andare…



July 11th, 2007 at 7:32 am
Sei stato dettagliato e preciso! Degno delle migliori guide “non ufficiali”. Solo un appunto in merito alla prenotazione: è vero, è consigliabile prenotare ma io ho avuto la vergognosa fortuna di trovare una camera, ad un ottimo prezzo, praticamente sulla “plaza de Castillo”…! mentre diffidate, se arrivate a Pamplona in treno, di chi all’uscita dalla stazione vuole affittarvi una stanza. se non avete prenotato, fatevi un giro..troverete di meglio. Ad ogni modo difficilmente riuscirete a dormire!;-)
Saluti
July 11th, 2007 at 8:00 am
In effetti anche a me è successo una volta di trovare una stanza vicino alla plaza del Ayuntamiento non moltissimo prima dell’inizio della festa ma ho anche avuto moltissimi amici che alla fine hanno dormito su un prato…
July 11th, 2007 at 11:52 pm
…e poi c’è sempre l’opzione “Hotel all’aria aperta”… certo per chi arriva dall’Italia non è la soluzione migliore, ma per chi arriva da un’altra città spagnola e si ferma per 1/2 notti può funzionare.
September 9th, 2007 at 1:55 am
[…] ai famosi encierros di San Fermín ci sono due differenze principali che costituiscono la peculiarità della […]