Come promesso inizio oggi il resoconto di alcune cose interessanti che ho visto durante le vacanze.Le foto che vedete nelle slide all’inizio del post, sono state scattate in parte da sopra la “Peña de Martos” (un piccolo monte che si innalza dietro un paesino in provincia di Jaén) e in parte lungo la strada che va da Cordoba a Jaén.
La giornata non era particolarmente limpida e le foto forse non rendono bene l’idea, ma tutto il verde che si vede è costituito dalle foglie dei milioni di ulivi che ricoprono la provincia di Jaén e l’Andalusia intera.Si può dire che Jaén è la città meno nota ai moltissimi turisti che ogni anno riempiono le città e le spiaggie andaluse e devo riconoscere che nemmeno io la conoscevo quando Estrella mi disse che i suoi genitori vivevano lì.

Sicuramente però, i produttori di olio italiani, sanno molto bene dove si trova dato che, una parte dell’olio prodotto dai 66 milioni di piante censite nella sola provincia di Jaén, finisce in bottiglie con marche italiane (magari mescolato con quello nostrano) e venduto come olio italiano (questo è quanto dicono i locali ma non stento a crederci, qui potete trovare delle statistiche di produzione, importazioni ed esportazioni).

Comunque sia, vedere tante piante così ben disposte, ordinate e pulite è uno spettacolo rilassante e molto gradevole, nonostante Estrella lo definisca un paesaggio monotono e dica che il verde degli olivi è un colore spento (ma lei da piccola non ha visto altro e forse si è stancata…).

C’è una metafora molto azzeccata che lo definisce “il mare di olivi”, sia per la distesa infinita di piante sia perchè, dicono, ci sono prospettive dalle quali si vede il vento portare in primo piano la parete posteriore delle foglie, creando così sui profili degli alberi un effetto simile a quello di un’onda.