
Il fine settimana scorso, Estrella ed io abbiamo approfittato del giorno festivo per andare a trovare i suoi genitori e passare una giornata alla feria di Jaén, ultima festa andalusa prima dell’inverno e chiusura della stagione taurina. Ancora una volta devo riconoscere che gli spagnoli sanno organizzare gli eventi ludici.
In origine (intorno al 1450) la festa tradizionale di Jaén si celebrava in Agosto e aveva come obiettivo riunire ed ordinare le varie ferie e i mercati di bestiame e prodotti agricoli che si svolgevano nel Regno di Jaén. La Feria di San Lucas (chiamata così in onore del patrono di Jaén) apparve agli inizi del 1800 e a partire dal 1855 divenne la principale festa della città e da allora sempre si è svolta a metà Ottobre.
Ormai gli animali e i prodotti agricoli sono spariti e la scena è stata occupata dalle innumerevoli “casetas” che riempiono il grande recinto feriale e sono i luoghi dove si radunano migliaia di persone a mangiare, bere e ballare.
Una caseta è un capannone aperto in uno o più lati simile a quelli che si vedono nelle sagre di paese italiane (o venete per lo meno). Nelle ferie andaluse ce ne sono moltissime; in alcune vi si può andare per mangiare prodotti tipici locali mentre le altre (la maggior parte) si trasformano in discoteche all’aperto ognuna con un tipo di musica diverso, dove i giovani passano tutto il giorno e tutta la notte per ballare e bere con gli amici (l’alcol non manca mai…).
È veramente difficile descrivere la quantità di persone e la dimensione che assume la festa quindi il mio consiglio è che andiate a vederla. Se vi piace ballare non ve ne pentirete ma se siete più interessati a vedere una tipica feria andalusa avrete l’occasione di viverla tra ragazze vestite da gitane che ballano flamenco, corride di toro, piatti tipici della zona, concerti e un gran bell’ambiente.



January 25th, 2009 at 9:26 am
Ciao Antonio,
anche io come te lo scorso ottobre sono stato a Jaen ( dopo aver visitato Granada ) con alcuni amici.
Sapevamo più o meno di questa festa ma ha superato di gran lunga le nostre aspettative, tanto che abbiamo già prenotato per il prossimo anno.
D’accordo con te sul fatto che l’alcool fa comunque da padrone, ma ho visto una civiltà aimè dalle nostre zone quasi dimenticata, nessuna rissa, nessuno sguardo fuori posto, solo una gran voglia di dimenticare i problemi quotidiani e lanciarsi in un divertimento sfrenato.
Dai 14 ai 70 anni un unico denominatore comune, divertirsi, senza badare alle apparenze.
Sono davvero rimasto colpito da questa gente che per una settimana l’anno vuole solo non pensare a nulla!!!