Miguel Ángel Blanco Garrido

10 anni fa la società spagnola è stata scossa da una tragedia assurda che ne ha cambiato profondamente l’atteggiamento nei confronti dei terroristi dell’ETA.

Il 13 luglio 1997 moriva, dopo essere stato sequestrato e giustiziato brutalmente dall’ETA, Miguel Ángel Blanco Garrido, consigliere comunale di un piccolo paesino del País Basco (Ermua). Potrebbe sembrare uno dei tanti assassinii perpetrati da quella banda di delinquenti che si nasconde dietro a ipotetiche ragioni politiche per ammazzare le persone, ma così non è.

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Anniversario del più terribile attentato dell’ETA

atentado de hipecor - 1987 barcelona

Oggi è il ventesimo anniversario del più terribile attentato perpetrato dall’ETA.

Il pomeriggio del 19 giugno del 1987 un’auto bomba esplose nel parcheggio di un importante supermercato di Barcellona e causò 21 vittime e 45 feriti dei quali 22 rimasero invalidi.

I due principali indagati per l’attentato, Santiago Arrospide e Caride Simón, vennero condannati ognuno a circa 800 anni di carcere.

La sentenza considerò che la potenza dell’artefatto, il luogo dell’esplosione e l’ora scelta erano una chiara indicazione che si cercò non solo la distruzione dell’edificio ma anche un elevato numero di vittime.

Certo è che non ci sono proprio differenze tra attentati islamici, dell’ETA, delle Brigate Rosse o di chichessia….. fanno proprio tutti schifo!!!

ETA e la fine della tregua

La banda terroristica ETA ha annunciato ieri l’interruzione, a partire dalle 00:00 di questa mattina, della tregua concessa unilateralmente il 24 marzo dell’anno scorso e che quindi manterrà aperti tutti i fronti possibili in difesa di Euskal Herria.

La notizia è molto triste considerando che, con i loro attentati, hanno già causato più di 900 morti ma sinceramente non cambia molto la situazione.

A mio modo di vedere la tregua era già stata rotta il 30 dicembre dell’anno scorso con l’attentato al nuovo terminal dell’aereoporto di Madrid

Atentado T4 Barajas Madrid

Non voglio entrare in discussioni politiche che non mi appartengono, però mi fa rabbrividire pensare che sia mia moglie che io passiamo per quell’aereoporto diverse volte al mese e che, come è successo ai due poveri ecuadoriani uccisi nell’attentato, avremmo potuto perdere la vita solo perchè ci sono persone che credono di essere nel giusto ammazzando degli innocenti per rivendicazioni personali.

Vorrei sottolineare che non mi sento in pericolo vivendo a Madrid e che in quasi 4 anni di frequentazione assidua della penisola iberica non mi sono mai sentito minacciato dalla presenza dell’ETA (nonostante abbia vissuto quasi un anno a Pamplona, vicino al País Basco) però spero sinceramente che si possa trovare presto una soluzione a questo problema.